La Lescaux italiana: Porto Badisco

Autore: Pierluigi Corvino


Il primo turista del Salento fu quell'Enea che, scappando dall'eccidio di
Troia, approdò sui lidi adriatici della nostra Esperia. Le prime terre toccate
dal discendente di Dardano sono i lidi che attualmente vanno tra Punta Scuru e
Capo Padascio. Non è un caso il passaggio per queste terre, abitate sicuramente
già dai Neanderthal 80 millenni or sono.

Non sarà del popolamento del Salento che parleremo in questo breve articolo,
ma delle prime testimonianze artistiche datate 4.000 anni. Eh già... nel Salento
si faceva arte già tanto tempo, che credete?

Alcuni decenni fa, era il 1970, passeggiando nell'Antro di Enea, lo
speleologo Pasquale de Lorentiis, forse alla ricerca di una isolata alcova,
trovò delle schiaccianti testimonianze artistiche, straordinariamente fissate
per l'eternità sulle pareti della Grotta dei Cervi.
I soggetti principali delle pitture, com'era di moda ai tempi, sono cervi,
cani, cavalli, donne e scene di vita quotidiana, soprattutto cervi se facciamo
1+1 pensando al nome della grotta.
Oltre a questo "bestiario", nella Sala delle Manine i nostri proto-salentini
apposero la propria firma dipingendo le proprie mani e ricoprendo le intere
pareti della grotta.
E' un peccato ma un bene che questo, il complesso rupestre più imponente di
Europa (più grande delle ben più famose grotte di Lescaux e Altamura), sia
chiuso al pubblico. L'interesse della memoria storica ci obbliga a condividere
l'idea di preservare e porteggere la nostra cultura dalla rovina (come invece
avviene nei centri appena citati).
Utile e interessante sarà comunque la visita del Museo Civico di Paleontologia
e Paletnologia di Maglie (Le) dove potrete ammirare illustrazioni e reperti
della grotta (non dimentichiamo che la grotta era abitata e disseminata di
utensili).

Allora, un salto al museo ce lo facciamo?

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